venerdì 12 dicembre 2008

James Bryant Conant

Ancora sulla democrazia.
La democrazia è un piccolo nucleo basato sul comune accordo, circondato da una vasta gamma di differenze - James Bryant Conant.
Il nostro James fu presidente di Harward University dal 1933. Fu il primo ad introdurre il valore del merito: la vera democrazia richiede un processo in base al quale potere e ricchezze vengono automaticamente redistribuiti alla fine di ogni generazione grazie al sistema educativo. Esempi di questi giorni sono l'elezione di Obama e il valore creato dagli studenti Indiani. Le Università Italiane non rientrano tra le prime 100 al mondo e dove il Rettore viene eletto dagli stessi professori che lui stesso deve valutare.

vedi anche
La nostra Italia: Il dispotismo mite#links

lunedì 20 ottobre 2008

La cava - articolo sul Corriere di Rieti

Raccolta di firme contro la cava”.

Progetto a Sant’Anatolia, a ridosso della Riserva Montagne della Duchessa. I cittadini insorgono: basta con questo scempio ambientale.

S. ANATOLIA20.10.2008

L’area interessata dal progetto

Cava, autodromo, stabilimento di acque minerali, con contorno di paleoliche e tutto a S. Anatolia, a ridosso della Riserva Montagne della Duchessa. Progetti di sviluppo per qualcuno, “bombe a orologeria” secondo i cittadini, che sono in allarme. “Meglio cervi che talpe”, dicono al comitato cittadino, sorto contro la cava in località Colle Venuro e Valle Campo, vicino Colle Pizzuto (raccolte 300 firme). C’è anche chi ha affisso nei bar un fotomontaggio, anticipando il possibile scempio tra la cava e le paleoliche (un progetto del Comune), che potrebbero esser montate, se l’anenometro registrerà i requisiti necessari. Poi c’è l’eventualità autodromo, un project financing, avanzato dal Comune, sulla stessa area e quei resti, mai bonificati, di altre cave, che deturpano il paesaggio. I Beni Separati di S. Anatolia hanno ottenuto il via a procedere dalla Regione Lazio, in base al Piano Cave presentato nel 2002, ma il Comune non è d’accordo. Ancora cave? No grazie. I cittadini vogliono garanzie: “Dimostrare che non inquina, se c’è un subappalto e chi si impegnerà per la bonifica. Ma ve li immaginate centinaia di camion che partono ogni giorno verso la Tiburtina? E la fogna a cielo aperto che abbiamo qui vicino?”. Il Comune “non ha autorizzato una cava a Torano, né il progetto presentato dall’amministrazione dei Beni Civici e non darà l’autorizzazione al cambio di destinazione urbanistica” dichiara l'assessore Antonio Spera. Sull’argomento è intervenuto anche il presidente della Riserva Navegna Cervia Leandro Liotti, che si stupisce e critica, oltre alla Regione, anche il Comune “che gestisce la Riserva Naturale Montagne della Duchessa, un patrimonio ambientale e di biodiversità tra i più importanti del Lazio, piena di querceti, faggeti, cime oltre i 2000 metri, zone di riserva integrale, due Siti di importanza comunitaria (Sic), oltre alla zona di interesse nazionale rappresentata dal progetto BioItaly”. Come la mettiamo? Sotto i riflettori non solo “le questioni di lana caprina, come quella che sarebbe l’amministrazione dei Beni Separati di uso civico ad aver inoltrato la richiesta ufficiale”, ma i sempre decantati progetti di ripristino “mai messi in atto, di cui sono pieni i cassetti di molte amministratori comunali della nostra provincia”. Nel resto d’Europa non succede, mentre le cave esaurite nel nostro Paese “sono rimaste orridi scempi a cielo aperto”. Liotti pone un’altra questione: “Come fa l’amministrazione a conciliare il fatto che nella Riserva è in costruzione il primo ecoalbergo di tutta la provincia?” e approva il comitato dei cittadini che “fanno bene ad organizzarsi per impedire questa nuova speculazione”. Liotti invoca interventi superiori (Provincia e Regione) per tutelare “non la Riserva, che lo è già, ma tutto il territorio reatino da interventi che rischiano di compromettere il futuro economico, sociale e ambientale”

Francesca Sammarco

giovedì 31 luglio 2008

Il consumo di Energia - di Roberto Vacca

Carestia e risparmio calcolato – di Roberto Vacca, Nòva, 26/7/2008

Un appartamento di 300 m3 contiene 380 kg di aria che ha calore specifico di 0,25 Calorie/Kg. °C. Per raffreddarlo di 20°C vanno sottratte 1900 Cal. Se grosso modo sottraiamo questo calore 20 volte al giorno in media, ci vogliono 38.000 Cal equivalenti a 44 kWh. Ma in effetti a noi interessa tenere fresche le persone che abitano l’appartamento, non i 300 m3 d’aria. A questo scopo conviene sottrarre calore ai nostri corpi non per conduzione, ma per evaporazione.
Un litro d’acqua a 17°C tenuto accanto al nostro corpo gli sottrae al più 20 Calorie. Se ne fo un velo di 0,5 mm sul mio corpo (che ha una superficie di poco inferiore a 2 m2), evapora e mi sottrae 537 Calorie – 25 volte tanto. Per rinfrescarsi conviene stare in una corrente d’aria. Ad esempio ci si può mettere davanti a un ventilatore, ma bisogna stare attenti a non eccedere, se no si può andare in ipotermia – che può fare molto male. Comunque negli anni ’70 lavoravo in un ufficio molto spartano. Non c’era aria condizionata e mi infilavo un ventilatore nella camicia. Il sudore evaporava e stavo fresco. Qualcuno mi disse: “Prenderai un malanno!” , ma sbagliava – stavo benone.
Aveva osservato il fenomeno nel 1602 Pietro Bardi conte di Vernio (musicista e scienziato). Scrisse a Galileo:
“Mi bagno in un fiume freddo, poi esco e sto all’aria. Se rientro nell’acqua fredda, la sento calda. Perché?”
Galileo senza termometri e non sapendo niente del calore di evaporazione, gli rispose in modo acuto ma vago, parlando di “gradi di calore”.

domenica 13 aprile 2008

Rivalutazione rurale a Santa Anatolia

Sono in attesa della risposta per il progetto Tiora Matiene. il 28 agosto abbiamo fondato l'Associazione di Promozione Sociale Circolo di Campagna Tiora Matiene.

Siamo concentrati su tre campi:
1 - sistemare la sede (Casa Rosa)
2 - combattere abusi e mafia locale
3 - iniziare l'attività di apicoltura

esempio di bio Colombini

mercoledì 26 marzo 2008

WIGWAM

Domani vado a Piove di Sacco per partecipare al corso base WIGWAM.

vi farò sapere...

Wigwam” è una parola amerinda che significa capanna.

I Cheyenne vivevano nei Wigwam, capanne fatte di pali piantati nel terreno e incurvati alle sommità e legati fra loro, ricoperte con erba secca e fango e rivestite con corteccia e canne intrecciate.